La tela della Madonna della Catena e quella di Sant’Espedito tornano appese nella chiesa Maria SS. delle Grazie | Radio Luce

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5 aprile 2016 Rita Bevilacqua

La tela della Madonna della Catena e quella di Sant’Espedito tornano appese nella chiesa Maria SS. delle Grazie

ImmagineDopo molti anni, la tela della Madonna della Catena e quella di Sant’ Espedito ritornano al loro posto, nelle prime arcate di destra e di sinistra della chiesa Maria SS. delle Grazie di Barrafranca (EN). Domenica 3 aprile 2016, dopo la celebrazione eucaristica delle 19.00, alla presenza dei fedeli le tele sono state svelate e benedette da don Salvatore Nicolosi, parroco della chiesa. Le tele sono state ripulite e dotate di cornici lignee, in castagno siciliano, realizzate dal Maestro d’Arte barrese Renzo Giunta e offerte da don Salvatore Nicolosi e da Diego e Rosa Aleo. Dopo la benedizione, è intervenuto il prof. Diego Aleo, storico barrese, da sempre legato al quartiere grazia e alla parrocchia, che assieme al prof. Gaetano Vicari, hanno pubblicato, nel 2015, un saggio dal titolo “UNO SGUARDO DI PAESE FRA PASSATO E PRESENTE. Il quartiere grazia di Barrafranca. La gente, la chiesa, la Madonna, la festa”, che ha spiegato il valore storico e artistico delle due tele. Al termine, nel salone della chiesa, si è svolto un incontro conviviale tra i fedeli e gli amici della comunità parrocchiale.

Tela Madonna delal Catena nella chiesa Garzia di BarrafrancaCome si legge nel libro di Diego Aleo e Gaetano Vicari, la tela della Madonna della Catena è di m. 1,30×2.08, fu dipinta nel 1921 dal Cav. Corrado Attanasio, per iniziativa del sacerdote Calogero Marotta, allora rettore della chiesa. Tutto ciò si evince da una scritta posta alla base della tela. Anticamente questa tela ricopriva la nicchia dell’altare dedicato alla Madonna della Catena, dove adesso trova posto una statua lignea scolpita negli anni ’50, che ha sostituito un’antica realizzata in carta pesta.  Nella tela la Madonna è rappresentata sopra una nuvola mentre appoggia  il piede destro su una mezza luna. Tiene in braccio  il Bambin Gesù, mentre nella mano destra tiene le catene. I colori sono tenui, ma di grande effetto. La presenza della tela dimostra la grande devozione che già agli inizi del 900 si praticava in questa chiesa verso la Madonna della Catena. Il culto della Madonna della Catena nasce nel 1392 a Palermo, quando in Sicilia regnava il sovrano Martino I d’Aragona (re dal 1392 al 1409). Antonio Mongitore, riprendendo il racconto dell’abate Pirri e di altri storici, narra la vicenda del miracolo, datato il 23 agosto 1392. Mentre tre giovani, condannati ingiustamente, venivano condotti al patibolo nella “gran piazza della marina” (Palermo), scoppiò un temporale, per cui i ministri della giustizia furono costretti a ripararsi nella vicina chiesetta allora chiamata di S. Maria del Porto. Essendo che la tempesta non cessava, furono costretti a rimanere lì e per sicurezza aumentarono le catene ai due giovani. Durante la notte, di fronte alle incessanti preghiere dei tre giovani, la Vergine sciolse le catene lasciandoli liberi. Questi uscirono dalla chiesa andando in giro a raccontare cosa era successo. Quando all’alba le guardie si accorsero del fatto, andarono a cercare i fuggitivi per arrestarli, ma furono bloccati dal popolo che ricorsero al re. Quando questi andò in chiesa, vide con i suoi occhi il miracolo e lasciò liberi i giovani. Da allora i miracoli della Madonna si moltiplicarono e il culto si diffuse in tutta la Sicilia e nell’Italia meridionale.

Tela di San espedito nella chiesa Garzia di BarrafrancaLa tela di Sant’ Espedito martire fu eseguita nel 1905 dal Cav. Domenico Provenzani, un artista siciliano forse parente o nipote del grande artista Domenico Provenzani (1736-1794), di Palma di Montechiaro (AG). La presenza della tela di Espedito di Miletene (Turchia) nella chiesa Grazia, presuppone il culto verso questo Santo soldato, festeggiato dalla Chiesa il 19 aprile. La tela rispecchia l’iconografia classica che vede Esperito in veste di soldato, mentre calpesta un corvo che grida “cras” (“domani” in latino): secondo una leggenda, tale corvo, che rappresenta lo spirito maligno, apparve a sant’Espedito dopo la conversione al cristianesimo. Inoltre il Santo tiene in mano un crocefisso (elemento aggiunto in epoca successiva), mentre nell’area germanica è rappresentato con un orologio. In Italia il culto si ha soprattutto in Sicilia, Campania e Lombardia.

Rita Bevilacqua

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